Fiuggi Terme, ritrova il tuo equilibrio

Se le acque termali di Fiuggi sono famose sin dai tempi più antichi, il merito deve essere attribuito alla loro particolare composizione, che dipende dalla notevole quantità di sostanze attive di cui le acque stesse si arricchiscono nel passaggio nella coltre vulcanica, che le filtra e, in più, le alleggerisce delle sostanze minerali. Tali sostanze garantiscono effetti depurativi e diuretici al tempo stesso: non è un caso che le acque di Fiuggi siano raccomandate a chi soffre di calcolosi renale. Chi lo desidera può addirittura decidere di bere l’acqua alla fonte. I sintomi della calcolosi, tuttavia, non sono i soli a scomparire grazie all’assunzione delle acque di Fiuggi: riscontri molto positivi si notano anche in presenza di litiasi renale e di microlitisi.

Tuttavia le proprietà curative di queste acque speciali non si esauriscono qui: insomma, se è vero che grazie ad esse è possibile curare le malattie e i disturbi che riguardano i reni, è altrettanto vero che tra le altre patologie che possano essere lenite con le acque di Fiuggi ci sono le infiammazioni intestinali e la gotta. Affinché si abbia la possibilità di apprezzare in modo evidente e diretto i loro benefici, tuttavia, sono consigliati dei cicli di terapia idropinica di circa un paio di settimane, a cui sottoporsi due volte all’anno, ovviamente dopo aver consultato il proprio medico o uno specialista.

L’acqua delle terme di Fiuggi viene messa a disposizione in bottiglia (la si trova ovunque senza problemi), ma è chiaro che prendere parte in prima persona alle cure direttamente nello stabilimento termale ha un’efficacia nettamente superiore. La cura idropinica si può rivelare utile, per esempio, in caso di tubercolosi renale, di ipertensione arteriosa, di insufficienza cardiocircolatoria o addirittura di cirrosi epatica. Per essere certi di non subire controindicazioni negative, comunque, è sempre opportuno avvisare il proprio medico.

Insomma, i pregi delle acque termali di Fiuggi sono noti e ampiamente riconosciuti anche dal punto di vista scientifico: si tratta di acque che depurano il corpo umano, andando a stimolare la diuresi, e che di conseguenza sono raccomandate a chiunque, dal momento che consentono di tenersi in forma e di eliminare tutte quelle scorie che appesantiscono l’organismo. L’acqua in questione è di tipo oligominerale: in presenza di uno o più calcoli, gli stessi vengono disgregati in virtù dell’azione di molecole che vanno ad aggredire, e quindi a distruggere, il reticolo cristallino che li forma. I detriti che si creano in questo modo, poi, possono essere espulsi senza difficoltà proprio con la diuresi.

Chi fosse interessato a seguire una cura idropinica all’interno dello stabilimento termale di Fiuggi è tenuto – secondo le normative in vigore – a essere in possesso di una prescrizione ad hoc rilasciata dal medico di famiglia, ovviamente compilata sul ricettario del SSN. Nella ricetta deve essere specificata la patologia per la quale ci si cura: si può trattare di calcolosi vescicale, di urolitiasi, di calcolosi uretrale, di calcolosi renale, di microlitiasi, di nefrolitiasi o di calcolosi delle vie urinarie.

Insomma, le acque di Fiuggi sono uniche: non bisogna compiere lo sbaglio di pensare che tutte le acque termali siano uguali e abbiano lo stesso valore per le cure idropiniche, visto che ognuna ha una particolare composizione chimica. L’efficacia più elevata è quella che caratterizza le acque che presentano un ridotto contenuto di calcio e che sono povere di sodio. Ebbene, le acque di Fiuggi rispecchiano in pieno queste peculiarità, proprio perché denotano una concentrazione estremamente limitata di sali minerali. Ciò è dovuto alla loro “posizione”, e cioè alla collocazione geografica delle loro fonti, che si trovano all’interno di una conca tufacea, nella quale l’acqua è a una profondità piuttosto limitata, non superiore ai 20 metri.